Lo Studio sarà chiuso il 26 e 27 aprile 2017 per la partecipazione ad un corso di aggiornamento sugli intarsi in resina composita; saremo a Vostra disposizione da venerdì 28 aprile.


INGLESI, SBANCATI E SBIANCATI - BOOM DEI PRODOTTI CHE PROMETTONO DI SBIANCARE I DENTI IN POCHI GIORNI: 120 MILIONI DI EURO L’ANNO PER UN SORRISO “WHITER THAN WHITE”. PECCATO CHE DENTIFRICI E COLLUTORI “SPECIALI” POSSANO ESSERE DANNOSI PER DENTI E GENGIVE

Il grande business dei denti riflettenti prosciuga le tasche degli inglesi, ma dietro le promesse degli spot può nascondersi il trucco. I prodotti pubblicizzati possono essere pericolosi o assolutamente inutili. A seconda dei casi…


Mark Palmer per “The Spectator” (da DAGOSPIA.COM)

 

DENTIDENTI 

Sta succedendo qualcosa di strano, quasi di accecante. Un paio di settimane fa ho incontrato il direttore di un albergo, che mi ha sorriso mostrando denti superbianchi. E’ un fenomeno in crescita, avere i denti riflettenti tipo Simon Cowell. Personalmente, più vedo denti bianchi, meno mi fido e credo di poter spiegare perché.

 

“White”, “Ultrawhite”, “Whitening”, “3D White”, “Perfection”, “Healthy Shine”, “Glamour Shine”, “Brilliance”: sugli scaffali si vendono praticamente solo miracoli di brillantezza. C’è il nuovo collutorio Listerine che ti sbianca i denti in due settimane, e il dentifricio sbiancante rapido quasi istantaneo.

 

DENTIDENTI 

Un grande business, naturalmente. In Gran Bretagna spendiamo oltre 120 milioni di euro l’anno per sbiancarci il sorriso, ed è un grosso giro d’affari anche per i dentisti, che ora promettono meraviglie, cambiando semplicemente nome allo pratiche odontoiatriche. Se prima pubblicizzavano una “Seduta Dentale Preventiva”, ora la stessa si chiama “Smile Right”, e vanno a seminari tipo “Whiter than White”, più bianco del bianco, per capire le ultime tendenze.

 

Le cose però non funzionano come dicono. ll perossido di idrogeno può avere effetto abrasivo, causare recessione gengivale e rendere troppo sensibili i denti, soprattutto se ordinate i prodotti su internet. Alcuni kit contengono biossido di cloro, lo stesso usato per disinfettare le piscine.

 

Sbianca, certo, ma distruggendo lo smalto protettivo. Solo dentisti specializzati o igienisti dentali qualificati possono sbiancare i denti, gli altri prodotti fai da te, con lo 0.01% di perossido di idrogeno, li potete gettare via o dovreste usarli cento volte in più, per ottenere un risultato.

DENTIDENTI 

 

Che poi, scompare alla prima tazza di caffè o al primo sorso di vino. Ci sarà una differenza fra il collutorio “Artico” e la Spa dentale che chiede 450 euro per una seduta di sbiancamento? Lavatevi i denti almeno due volte al giorno e fatevelo bastare, senza credere alle promesse di aggiustare tutto subito.

DENTIDENTI 

 

 

DENTI




L'igiene orale comincia a tavola. Con Regolario e Piramide odonto-alimentare il cibo, se ben abbinato, può aiutare quando manca spazzolino e dentifricio

L'80% della popolazione mondiale soffre per la carie, un cittadino italiano su due è, ancora oggi, affetto da carie, ad essere interessati prevalentemente gli adulti (tra i 30 e i 50 anni), e la carie è direttamente correlata a una scarsa igiene orale: il 77% dei soggetti con cattiva igiene orale presenta carie a fronte del 34% con buona igiene orale. Scarsa salute orale che diventa anche un problema sociale visto che i cittadini europei perdono in media ogni anno 6 giorni di lavoro per le cure odontoiatriche con un costo di 79 miriadi di euro.

Il cibo e salute orale è un binomio inscindibile e molto spesso si associa, giustamente, certi cibi al rischio carie ma non è sempre così, a volte il cibo può essere un alleato per tutelare al salute orale.

Ma se non possiamo lavarci i denti dopo ogni pasto?

Il cibo può venirci in aiuto, l'Igiene orale 3.0 passa anche attraverso una sana alimentazione. Per dare delle indicazioni chiare ai cittadini in collaborazione con Colgate, è stato realizzato un Regolario e Piramide odonto-alimentare.

Il Regolario di Igiene Orale 3.0 è un documento composto da 10 punti che insegnano ad utilizzare il cibo in modo appropriato per una buona igiene orale, soprattutto negli intervalli tra i pasti principali e quando non è possibile lavare i denti. Suggerisce come combinare i diversi alimenti privilegiando il consumo di quelli anticarie (verdure fibrose, acqua, latte, formaggi stagionati, frutta secca) o cariostatici (verdure cotte, carne) alla fine dei pasti o come spuntini, evitando di concluderli con alimenti o bevande potenzialmente cariogene (dolci, alimenti appiccicosi, bevande zuccherate, ecc.).

"Il cibo può essere un valido strumento per neutralizzare l'acidità e rimuovere in modo meccanico, cioè masticando, i residui zuccherini e appiccicosi che promuovono i processi erosivi dello smalto". Per conoscere i cibi da "guardare" con sospetto e quelli "amici" dei nostri denti è stata realizzata una Piramide odonto-alimentare in cui sono stati raggruppati gli alimenti tra cariogeni, anticariogeni e cariostatici (al fondo della pagina è possibile scaricare il materiale). Piramide alimentare realizzata sulla base di una dieta mediterranea, ha vulto precisare la prof.ssa Lorenzini evidenziando come alimenti tipici di altre culture, non contemplati nella Piramide, possano essere, comunque, ottime alleate per la salute orale.

Questi i consigli alimentari

Privilegiare cibi che hanno un'azione protettiva, elevata consistenza, che richiedono una vigorosa masticazione e che non producono fermentazione acida nel cavo orale. Infatti, alcuni tra i batteri che crescono sulla superficie dei denti si nutrono di zuccheri e producono acidi di scarto che attaccano i denti causando una perdita di minerali che, a sua volta, può determinare la lesione cariosa.

Fondamentale riconoscere gli alimenti a seconda del loro potere: cariogeno, cariostatico o anticariogeno. Capire se possono essere consumati in associazione fra loro o quali sono i momenti della giornata in cui è preferibile assumerli.

Gli alimenti cariogeni, ad esempio agrumi, cereali, bevande dolci, possono favorire  l'insorgenza e lo sviluppo della carie ma solo in presenza di placca batterica; non vanno esclusi dalla dieta ma possono essere consumati in associazione con cibi protettivi.

I cibi anticariogeni, come il latte, i formaggi stagionati o la frutta secca, contrastano la formazione della carie favorendo la crescita di batteri benefici.

I cibi cariostatici, come carne, pesce, uova e quasi tutte le verdure, sono neutri; per questo, anche in assenza di un'adeguata igiene orale, aiutano a proteggere i denti. Sia gli alimenti anticariogeni che i cariostatici sono perfetti per uno spuntino o a fine pasto.

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Londra, UK: I ricordi e le capacità di deambulazione di adulti che hanno perso tutti i loro denti diminuiscono più rapidamente rispetto a coloro che posseggono ancora alcuni denti, dicono i ricercatori della London’s Global University (UCL). I risultati hanno infatti dimostrato che gli edentuli hanno risultati peggiori del 10 per cento nei test di memoria e di camminata veloce rispetto alle persone ancora dotate di denti.

Lo studio ha preso in considerazione 3. 166 adulti, di età uguale o maggiore di 60 anni, partendo dall’indagine English Longitudinal Study of Ageing (ELSA) e confrontando le loro prestazioni mnemoniche e di camminata veloce. L'associazione tra memoria e edentulia è stata spiegata dopo aver correlato i risultati con una vasta gamma di fattori, tra cui le caratteristiche sociodemografiche, i problemi di salute, il benessere fisico, comportamenti salutistici o no (es. fumare e bere), depressione, biomarcatori rilevanti e particolari status socioeconomici. Tuttavia, dopo aver calibrato i risultati in base a tutti i possibili fattori, le persone edentule hanno un passo leggermente più lento rispetto a coloro che sono ancora forniti di denti. Questo collegamento tra gli adulti più anziani inglesi in procinto di perdere i denti naturali e una diminuzione della memoria, oltre alla limitata funzione fisica, appare più evidente negli adulti di età compresa tra 60 e 74 anni rispetto a quelli di età superiore ai 75 anni.

«La perdita dei denti potrebbe essere usato come un indicatore precoce del declino fisico e mentale in età più avanzata, soprattutto tra i 60 e i 74 anni» ha detto l’autore, Georgios Tsakos del Dipartimento di Epidemiologia & Sanità Pubblica presso l’UCL. «Abbiamo riscontrato che le cause più comuni di perdita dei denti e del declino fisico e mentale sono spesso legate allo status socioeconomico ed evidenziato l'importanza di alcuni aspetti sociali quali l’istruzione e ricchezza per il miglioramento della salute orale e generale dei membri più poveri della società, indipendentemente da cosa ci sia dietro il collegamento tra perdita dei denti e declino nella funzione.

Constatando una perdita eccessiva del dente, si ha l'opportunità per identificare precocemente i soggetti adulti a maggior rischio di un più veloce declino fisico e mentale più avanti negli anni. Ci sono molti fattori capaci di incidere su questo declino, come lo stile di vita e fattori psicosociali apportatori di cambiamento» spiega Tsakos.

La ricerca intitolata "Tooth loss associated with physical and cognitive decline in older adults", è stata pubblicata online sul “Journal of the American Geriatrics Society”.




Un nuovo studio dimostra un collegamento tra la perdita dei denti e l’aterosclerosi

 

KYOTO, Giappone: Ricercatori giapponesi hanno studiato l'associazione tra la perdita dei denti, come indicatore di malattia orale, e la rigidità arteriosa, come un marcatore di aterosclerosi, negli adulti giapponesi. Hanno scoperto l’esistenza di una relazione fra le due malattie. Tuttavia, la gravità dell'aterosclerosi variava tra pazienti maschi e femmina in base alle condizioni orali.

Sebbene alcuni studi abbiano suggerito che la malattia orale è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il meccanismo alla base dell'associazione è ancora controverso. Pertanto, i ricercatori della Kyoto University hanno raccolto dati su 8.124 individui di età compresa tra i 30 e i 75 anni con una storia di perdita del dente causata da infiammazione.

Da un esame odontoiatrico completo e dalla valutazione della rigidità arteriosa dei partecipanti, si è riscontrata che il rapporto tra il grado di rigidità arteriosa e la perdita del dente era dipendente dal sesso, con una correlazione positiva nei soli soggetti maschili.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, una grave malattia parodontale, che può causare la perdita dei denti, si è riscontrata nel 15-20 per cento degli adulti di mezza età in tutto il mondo. La malattia cardiovascolare è la prima causa di morte a livello globale.

L'organizzazione stima che entro il 2030 più di 23 milioni di persone moriranno ogni anno da malattie cardiovascolari. Lo studio, intitolato "Tooth loss and atherosclerosis: The Nagahama Study", è stato pubblicato online sul Journal of Dental Research il 18 novembre prima della stampa.




THAME, Regno Unito: Catherine, Duchessa di Cambridge, è stata votata per il miglior sorriso tra tutte le celebrità femminili, così come David Beckham e George Clooney per il miglior sorriso maschile. Il sondaggio, commissionato da Wrigley (azienda inglese produttrice di gomme da masticare) per celebrare il National Smile Month, ha inoltre dimostrato che il 51% delle donne e il 60% degli uomini intervistati, ritengono che il sorriso sia il tratto più seducente che si nota in un partner al primo incontro.

È chiaro che è importante avere un sorriso affascinante, ma sono in molti ad essere insoddisfatti del proprio. «Purtroppo, ci sono ancora molte persone che sono infelici dei loro sorrisi, spesso a causa di una scarsa igiene orale che perdura da anni» ha commentato il dott. Nigel Carter, OBE, Amministratore Delegato della British Dental Health Foundation. «Una scarsa salute orale può essere dolorosa a livello fisico ma anche psicologicamente dannosa. Può compromettere la fiducia in se stessi, la propria immagine e addirittura quella percepita dalle altre persone».

«Il mese della prevenzione è un importante richiamo per la salute orale di tutti ed è il momento ideale per rivedere la propria routine quotidiana e assicurarsi che non si sta mettendo a rischio il proprio sorriso. È davvero importante creare le basi proprio a casa: lavarsi i denti per due minuti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, diminuire il consumo frequente di bevande e alimenti zuccherati e andare dal dentista regolarmente (almeno 1 volta l'anno, meglio ogni 6 mea). Adottare queste semplici regole di buona salute orale può fare una grande differenza per un sorriso sicuro, così come portare molti altri aspetti positivi alla vita quotidiana».

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Da amanti della civiltà del vino, non possiamo non segnalare questa ricerca:

Alcuni scienziati spagnoli hanno recentemente pubblicato questi risultati sul “Journal of Agricultural and Food Chemistry”. Sono già stati pubblicati studi che dimostrano come l’estratto di semi d’uva possa inibire la produzione di acido in bocca. Ora, però, i ricercatori hanno direttamente testato se una dose di vino rosso, con e senza alcool, può eliminare i batteri.

Le prove hanno confermato la loro ipotesi: il vino rosso “sciacqua” i batteri in modo più efficace rispetto ai liquidi testati, come acqua o alcool al 12%. «Sulla base di questi risultati, si potrebbe pensare alla produzione di prodotti naturali per l’igiene orale derivati dal vino rosso», ha commentato uno scienziato.




La combinazione di alcol e tabacco raddoppia il rischio di cancro all’esofago

Ann Arbor, Stati Uniti: Il tabacco e l'alcol sono importanti fattori di rischio per lo sviluppo di carcinoma a cellule squamose dell'esofago (CCHS). Secondo una recente ricerca, questi due fattori agiscono sinergicamente. Durante lo studio è stato appurato che i pazienti che hanno fumato e bevuto riscontrano un rischio raddoppiato di CCHS in via di sviluppo rispetto a coloro che hanno “solo” fumato o bevuto.

 Per valutare gli effetti combinati di alcol e tabacco sul rischio di CCHS, i ricercatori della Scuola di Medicina della Università del Michigan hanno condotto una revisione sistematica e una meta analisi della letteratura corrente disponibile in diverse banche dati elettroniche.

 Secondo lo studio, il consumo di tabacco o di alcol è stato associato ad un aumento del rischio del 20 al 30 per cento di CCHS , rispetto al rischio tra coloro che non bevono e non fumano. I ricercatori hanno riscontrato inoltre che per le persone che consumavano sia il tabacco e l'alcol raddoppia il rischio di CCHS .

 Sebbene i risultati sottolineano l'importanza di concentrarsi sull’uso di alcolici e sul consumo di tabacco tra i pazienti, il meccanismo alla base di questa sinergia non è chiaro. Secondo i ricercatori, bere e fumare eccessivamente colpisce i livelli di acetaldeide nella saliva, che è stato identificato come una possibile causa del cancro. Inoltre gli effetti del tabacco e del alcool possono essere composti da altri problemi, quali la scarsa salute orale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che circa il 90 per cento dei casi di carcinoma a cellule squamose può essere attribuito al tabacco e alcol. L’OMS indica che il cancro esofageo è molto più comune nei paesi dell'Est e in molti paesi in via di sviluppo che nei paesi occidentali. Mentre nelle regioni occidentali, l'incidenza di questo tasso di cancro non supera il 5 per 100 000 uomini e 1 su 100 000 donne. Molto elevati i tassi di incidenza in Iran, Cina centrale, Sud Africa e Brasile meridionale. In parti della Cina, per esempio, il tasso di mortalità è maggiore di 100 per 100 000 uomini e 50 su 100 000 per le donne.

 

Lo studio intitolato « The Synergistic Effects of Alcohol and Tobacco Consumption on the Risk of Esophageal Squamous Cell Carcinoma: A Meta-Analysis » è stato pubblicato il 22 aprile nell’American Journal of Gastroenterology.




La ricerca odontoiatrica  promuove le uova di Pasqua: il cacao è un elemento anticarie grazie alle sostanze antibatteriche che contiene, capaci addirittura di bloccare gli effetti negativi dello zucchero contenuto nei dolci al cioccolato. 
Bocciata la colomba pasquale: il batterio che provoca la carie (si chiama Streptococcus mutans) trova nell'accoppiata zucchero e carboidrati il terreno fertile per svilupparsi. 
Nella pagella dei cibi anticarie prendono ottimi voti il caffè, il vino e ilformaggio, che aiutano i denti a non perdere smalto e a non essere attaccati da placca e carie. Così come i mirtilli (riducono il rischio carie del 45 per cento) e lo yogurt (lo riduce del 20 per cento). E ancora: ottimi i funghi e la cicoria, e le verdure crude, perché eliminano i residui di cibo. Promossi anche i chewing-gum allo xilitolo: questo particolare tipo di zucchero riduce la proliferazione dei batteri.
Denti e gengive vanno comunque spazzolati dopo ogni pasto….
merc. 16 aprile 2014



SI ALL'ALLATTAMENTO E NO AL CIUCCIO!

La prevenzione odontoiatrica nel neonato inizia con l’allattamento al seno: importante sarà la funzione “preventiva”

dell’allattamento al seno del piccolo anche per quanto riguarda la salute orale.

Sempre a partire dalla nascita, visto l’accrescimento delle ossa mascellari superiore ed inferiore, sarà importante evitare l’abuso di alcuni comportamenti, quali il prolungato uso del ciuccio o del succhiamento del dito. Queste azioni possono interferire con la regolare crescita e portare in seguito ad una patologia mal occlusiva.

All’età di 6 mesi circa avviene l’eruzione dei primi elementi dentali decidui (i denti da latte), solitamente gli incisivi

centrali inferiori.

E’ un momento importante, perché su tali denti si svilupperà il primo “modulo” di ecosistema batterico dentale, la

composizione del quale sarà direttamente correlata alla qualità della salute orale dei genitori, in particolare della madre.

E’ utile sottolineare che

• più ritardato è l’ingresso nella bocca del bambino delle specie batteriche maggiormente responsabili dell’insorgenza

della carie dentale minore sarà nel tempo la sua probabilità di ammalarsi di carie;

• la varietà di composizione della popolazione della placca batterica può determinare una maggiore o minore suscettibilità

alla carie dentale nel corso della vita.

La cura della bocca del bambino in questo periodo è del tutto delegata al controllo dei genitori o di adulti: sarà loro

compito lavare la bocca del bambino ogni giorno, dapprima solo utilizzando, con delicatezza, garze di cotone inumidite da passare sulle gengive e poi, quando saranno spuntati i primi denti da latte, iniziandone il lavaggio con uno spazzolino da denti appositamente predisposto per questa fascia di età e senza uso di dentifricio (perché altrimenti lo ingeriscono).





La Guardia di Finanza di Borgomanero ha  smascherato, ai primi di marzo, due odontoiatri, padre e figlio, che esercitavano abusivamente la professione di dentista. 

Le Fiamme Gialle sono risalite ad una ottantina di clienti che si sono fatti curare in buona fede pensando che i due avessero il titolo di dentista.  

 

Lo studio medico odontoiatrico, che si trova in un paese vicino a Borgomanero, era invece abusivo poiché sprovvisto delle autorizzazioni prescritte dalle leggi. Lo studio veniva gestito da padre e figlio, entrambi privi dei requisiti professionali e dei titoli accademici necessari per svolgere l’attività di dentista. «Il servizio svolto - dice il comandante della Guardia di Finanza di Borgomanero, capitano Nerio Celli - mirava sia a reprimere la condotta illecita degli indagati che a tutelare la salute e il benessere dei cittadini». 

26 marzo 2014




SALIVA E DEPRESSIONE

Per la prima volta, i ricercatori dell'Università di Cambridge hanno identificato un biomarcatore per la depressione nella saliva umana. L'esame dei campioni di saliva da centinaia di adolescenti ha rivelato che i maschi hanno una maggior probabilità di sviluppare la depressione.
ragazzi con sintomi depressivi e alti livelli di cortisolo al mattino avevano quattordici volte più probabilità di sviluppare depressione clinica rispetto ai ragazzi che non mostravano tali livelli.

Le ragazze con un alto livello di cortisolo e sintomi depressivi hanno mostrato quattro volte più probabilità di sviluppare la depressione, il che suggerisce le differenze di sesso nel modo in cui la depressione si sviluppa.

25 marzo 2014




 immagine di prova :)




Il 20 marzo è la giornata mondiale della salute orale promosso dalla Federazione Dentaria Internazionale.
Lo slogan di quest'anno è la celebrazione della bocca e sorrisi in salute.
Tu cosa hai fatto per il tuo sorriso?
Se vuoi saperne di più, visita il sito http://www.worldoralhealthday.org




15 marzo 2015 - 150° della diga di gomma

Il 15 marzo del 1864 Il dr. Sanford Christie Barnum di New York scriveva: «In quel tempo, quando l’idea della diga di gomma nacque nella mia mente, stavo esercitando a Monticallis, Sullivan Co., New York. Fu il risultato della mia persecuzione da parte della saliva.


Sembra incredibile come ancora oggi, a quasi due secoli di distanza e ormai nel terzo millennio, ci siano ancora Colleghi che non sono convinti dell’utilità o, meglio, della necessità di questo semplicissimo foglio di gomma; e che le società scientifiche preposte alla stesura di linee guida non abbiano messo come requisito obbligatorio per l’endodonzia l’uso della diga di gomma! La Quality Assurance Guidelines dell’American Associations of Endodontists dice che «la sagomatura, la detersione, la disinfezione e l’otturazione di tutti i canali viene eseguita utilizzando una tecnica asettica isolando il dente con la diga di gomma ogni volta che sia possibile». Secondo il parere dell’autore, quando l’isolamento con diga non è possibile, il clinico ha due possibilità: una è renderlo possibile, e l’altra è estrarre il dente! Non esiste altra scelta.
Qualcuno si scusa dicendo che il dente è distrutto dalla carie o dal trauma e pertanto è impossibile mettere l’uncino attorno alla corona del dente. Bene, se il dente è così gravemente compromesso, il dentista ha tre possibilità: l’allungamento di corona clinica, in modo da esporre tessuto sano dove ancorare l’uncino; l’estrusione ortodontica, che porta al medesimo risultato; e infine l’estrazione. Dove oggi si appoggia l’uncino, domani ci saranno i bordi del restauro. Se il dente non è isolabile non è nemmeno restaurabile, e la strada da percorrere è una della tre sopra citate. L’unico dente da trattare senza diga è il dente talmente distrutto, che l’unico strumento che si può usare per la sua terapia deve per forza essere usato senza diga: la pinza da estrazione.

Sull’uso della diga circolano strane voci, come, ad esempio, che la sua applicazione richieda molto tempo. Cragg, a questo proposito, afferma giustamente: «la cosa che porta via più tempo, riguardo alla diga di gomma, è il cercare di convincere il dentista a usarla». Vale invece la pena spendere una decina di secondi per applicare la diga in endodonzia e migliorare così l’intero nostro trattamento. L’uso della diga in endodonzia offre i seguenti numerosi vantaggi:
1. protezione del paziente dall’ingestione o (peggio ancora!) dall’inalazione di piccoli strumenti, frammenti dentali, liquidi di lavaggio canalare, sostanze irritanti ecc.;
2. possibilità di operare in un campo chirurgico pulito;
3. retrazione (importantissima per lavorare nei settori posteriori!) e protezione dei tessuti molli (gengive, lingua, labbra e guance), che sono così al riparo anche dall’azione tagliente delle nostre frese;
4. migliore visibilità dell’area di lavoro (la pubblicità di una nota casa che produce strumentario per l’applicazione della diga dice giustamente: «Fai meglio ciò che vedi e vedi meglio ciò che fai»);
5. diminuzione dei tempi morti: il paziente, salvo eccezioni per fortuna piuttosto rare, non può conversare se non con molta difficoltà, mentre, di sicuro, non va a sciacquarsi la bocca ogni cinque minuti;
6. protezione per l’odontoiatra e l’assistente dentale contro possibili infezioni che possono essere veicolate dalla saliva del paziente;
7. comfort per l’odontoiatra, che può lavorare più tranquillo ed eventualmente permettersi di rispondere a una telefonata importante, lasciando il paziente ben protetto sotto diga con l’assistente al suo fianco;
8. migliore sensibilità tattile durante la preparazione canalare. Senza l’uso della diga, infatti, l’operatore, consapevole del rischio di far ingerire o inalare al paziente uno strumento canalare, tiene gli strumenti endodontici in modo che non gli sfuggano dalle dita. 
Lo sforzo sul manico dello strumento toglie sensibilità alle dita e impedisce che lo strumento venga usato con delicatezza. Con la diga inserita, invece, gli strumenti canalari possono essere impugnati con delicatezza, senza il timore che possano sfuggire di mano;
9. comfort per il paziente, che non si sente la bocca invasa da mani, strumenti e liquidi.

I pazienti infatti gradiscono, in una percentuale sempre più alta, l’uso della diga, talvolta ci chiedono se sia un’invenzione nuova e una volta che l’hanno provata non ne vogliono più fare a meno. Questi sono i vantaggi derivati dall’uso della diga di gomma. Invito chiunque abbia ancora dei dubbi e non la usa a indicarmi anche solo un motivo che lo trattiene dall’utilizzo di questo irrinunciabile presidio e che ne giustifichi il suo mancato uso.

Grazie dr. Barnum!

L'articolo è stato pubblicato sul numero 3 di Dental Tribune Italy 2014





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